Negli occhi nuovi passi

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E’ proprio il concetto di stasi che non va d’accordo con il tempo, con il suo scorrere intendo. Le lancette vanno avanti, i mesi e gli anni addirittura, eppure tutto sembra fermo, immobile. Tutto, tu. Cioè Io. E prima o poi deciderò di riniziare a camminare, per ora sto così e qui, a capire quale voglio sia la mia direzione, ma quella vera. Che da fermi non si sta male, anzi, scossoni minimi e assestamenti semplici e gestibili, ma alla fine sai che prima o poi dovrai muoverti, in cerca di un nuovo scopo. Sono poche le persone con cui parlo veramente, mostrando qualcosa in più dell’immagine facile da mostrare, dell’immagine che non fa venire in mente agli altri che dietro possa esserci un carattere più complesso, pieno di sfaccettature che a volte proprio non ne vogliono sapere di venire a galla, tutto più semplice, davvero. La maggior parte sono persone che conosco da una vita, che non hanno bisogno di fartele le domande perché hanno già tutte le risposte, poi ci sono quelle che invece avrai visto giusto un paio di volte e che guardandoti negli occhi ti lasciano senza parole, ti dicono giusto lo stretto indispensabile per aprire un mondo di domande in te “ma tu cos’è che vuoi, Blue? Cosa vuoi davvero dico, e non rispondermi subito, perché non è la risposta che voglio” e beh, io davanti a una domanda così rimango spiazzata. E le parole rimangono lì in quella terra di mezzo, in cui solo gli occhi parlano. E nasce una delle più belle conversazioni che io ricordi, un po’ imbarazzante forse, perché si parlava solo di me, io abile di solito a non dire nulla che vada oltre la scorza del mio essere, stavolta mi sono aperta e quanto è stato liberatorio, perché per me lasciare andare i freni questo significa, lasciar intravvedere la vera me, e non che abbia nulla di particolarmente strano da dire o da confessare. E stasera mi sento più leggera, come se quei passi un po’ li avessi iniziati a fare, che il primo passo è questo, avere l’intenzione di farlo. Guardi i tuoi piedi e sai che sapranno camminare ancora.

 

“Devi fare tutto quello che ti spaventa J.R. Tutto. Non parlo di cose che mettono a rischio la tua vita, ma tutto il resto. Pensa alla paura, decidi subito come affronterai la paura, perché la paura sarà il problema più importante della tua vita, te l’assicuro. La paura sarà il motore di ogni tuo successo, la radice di tutti i tuoi fallimenti, e il dilemma di tutte le storie che ti racconterai su te stesso. E qual è l’unica possibilità che hai di battere la paura? Seguirla. Andarle dietro. Non considerare la paura come il cattivo della storia. Pensala come la tua guida, il tuo pioniere, il tuo Natty Bumpoo.”

 

-Il bar delle grandi speranze- J.R. Moehringer

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4 Risposte to “Negli occhi nuovi passi”

  1. Giulietta Sfruttata Says:

    Ben tornata dunque 🙂
    Possiamo passeggiare insieme se ti va …. da qualche parte si arriva sempre anche se non si sa verso cosa ci si dirige ….

    TVB

  2. simona Says:

    Forse dovrei fare lo stesso…dovrei farmi un pò di domande…

  3. arthur Says:

    Sei proprio sicura che al momento sei ferma, in questa specie di stasi, nell’attesa di ricominciare a camminare?
    Io fossi in te non lo sarei del tutto, anche perchè nel momento in cui sei “immobile”, lo sei anche nelle cose da fare.
    E invece mi sembra di capire che cose ne fai tante, oltre allo scrivere, e non è poco, viaggi, per esempio, non so se per lavoro o per hobby, ma qualunque sia il motivo, l’importante è che lo fai e tra le altre cose, è il più bel modo per “camminare”.

    Ma anche soltanto chiedersi di questo “immobilismo” è un modo per continuare a camminare, e lo scopo, beh, quello viene da solo, o magari lo conosci già, ne sono certo, devi soltanto far mente locale e farlo rispuntar fuori.

    E poi, è inevitabile che diventi difficile parlare di se e, come ha scritto una mia cara amica in un suo bel post, c’è dentro di noi un “giardino segreto” che non vogliamo rendere violabile, ma quel bisogno liberatorio che hai appena provato, potrebbe ripetersi, ed anche in questo basterebbe solo la voglia di crederci e, senza il bisogno di guardarli “quei piedi”, sapresti anche che quel cammino non si è poi mai fermato.

  4. red Says:

    la paura… una parola seguirla… si, ma questo chi dovrebbeavercelo insegnato! e semmai… come impariamo a seguirla??? non lo so, me lo chiedo! perchè questo è veramente un freno alla vita, ed intendo la mia!!! se lo scopri fammi un fischio… ho bisogno di tirare giù quel freno a mano!!!

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