Emozioni (sub)soniche

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Le loro onde sonore stavolta sono moltiplicate per due, a distanza di tre mesi le une dalle altre. Due concerti da godere da vicino in occasione del loro ultimo album. Emozioni e carica vitale che ti fa muovere tutta, e ti fa cantare forte anche se sei stonatissima, ma sul serio non importa, canto forte lo stesso, che io la musica me la voglio vivere anche così, anzi, soprattutto così.

 

30 NOVEMBRE

 

Iniziamo dalla fine. Samuel si dà uno slancio e sotto gli occhi increduli di tutti si tuffa letteralmente in mezzo alla gente, proprio come una vera rock-star. Il sogno di chiunque calchi le assi di un palco penso io fra il divertito e il preoccupato. Mandiamo le lancette indietro giusto di un paio d’ore e qualche manciata di minuti: è bastato qualche secondo a far esplodere tutto. A far esplodere di luci il grigiore asettico di un palco vuoto, che in pochi attimi si è rivelato davvero come uno dei più belli, ben studiati e originali che mi sia mai capitato di vedere. A far esplodere di suono un palazzetto dello sport che li inneggiava da almeno mezzora. Poi loro finalmente, poi le loro canzoni e la loro carica. Un album fresco d’uscita di cui si scusano per il ritardo e proprio per questo improntano la scaletta sui loro vecchi pezzi. Energia, è questo che ho sentito mentre cantavo anche io, energia di quella che vorresti non si esaurisse mai. E nel mio personale toto-canzoni in fondo sono stata accontentata. Tre note perché non me ne voglio dimenticare: il particolare riarrangiamento di “Lasciati”, in assoluto uno dei loro pezzi che sento più mio, la carica del tutto elettronica de “Il mio dee-jay” che ha davvero sorpreso tutti ed infine l’espressione indescrivibile di Samuel quando all’attacco della seconda strofa de “Il cielo su Torino” dimentica improvvisamente le parole.

 

7MARZO

 

Ancora loro, in un giorno non qualunque. E’ il compleanno di Samuel oggi, e l’emozione a quel ragazzo lì lo tradisce un po’, niente di meglio da chiedere in fondo. Tre mesi in cui i nuovi testi hanno sedimentato in me e a un paio di loro mi sono veramente affezionata. Esplosione di nuovo, proprio come avrei sperato, l’acustica fa schifo, ma questo lo sapevo già, non è colpa loro, è questo Palalottomatica che imbroglia chi ci suona, ormai lo so. Onde che ti colpiscono in pieno comunque, nessun dolore, no davvero: nessuno. Suono suono e ancora suono, difficile capacitarsi quando finisce che le tue orecchie torneranno vuote, spero di riempirle nuovamente, che per quello sono fatte. Al prossimo live dunque, subsonici.

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2 Risposte to “Emozioni (sub)soniche”

  1. vitadabulldog Says:

    Bello…. il tuo post mi ha fatto riassaporare il concerto di novembre… ed aumentare il dispiacere x non poter andare a questo di marzo… ne ho visti tanti negli ultimi 7 anni… ma la voglia di ‘esserci dentro’ non mi passa mai…
    Ciao,
    Simona

  2. Blue milk Says:

    Sono contenta che le mie parole ti abbiano fatto rivivere un pò quel concerto! La capisco eccome la tua voglia di esserci dentro Simona, è la stessa che ho provato io quando ho saputo che avrebbero fatto una nuova tappa qui a Roma!

    Se ti può consolare comunque fra i due di concerti, ho sentito più quello di Novembre, forse perchè era da un pò che non li ascoltavo dal vivo, e ogni tanto ci vuole davvero, credo che tu possa intendere cosa voglio dire!!

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