Le pietre del Rock rotolano ancora

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Quando arrivo lì il palco è già montato. Sono le 14:00 e tutto è pronto per lo show che fra poche ore prenderà il via in questo stadio. Una veloce occhiata dalla tribuna d’onore della Montemario e poi la macchina organizzativa coinvolge anche noi. Pantaloni neri, t-shirt bianca, scarpe bassissime per fortuna e badge di riconoscimento al collo. Ci spiegano quale sarà il nostro ruolo da lì fino alle 21:30, e poi, tutto sommato, il tempo scivola via veloce. I tecnici e i registi del backstage sono tutta gente alla mano, spontanei nella loro americanità, -contenti- dicono, di essere in Italia. Unica loro tappa Roma, qui allo stadio Olimpico, stasera. Hanno già girato mezza Europa i signori del Rock e finalmente sono qui. Tutto scorre liscio e le 21:30 si avvicinano, tanti stranieri venuti apposta per loro, gente da tutto il mondo e da tutta Italia piano piano riempie i posti a sedere anche sul prato. La band supporter inonda di note gli ultimi momenti, ancora poco e poi sul palco ci saranno loro, i Rolling Stones. Peccato, da italiani ci siamo fatti riconoscere anche stavolta, sono quasi le nove e tutto si consuma in pochi minuti, da un punto dei distinti della curva Nord succede l’imprevisto, i fans sfondano le barriere e invadono il prato, lì dove ci sono le platee numerate. Davvero una brutta immagine, soprattutto perché nessuno è intervenuto per fare nulla, gente incredula seduta nelle platee adagiate sul campo che non capisce bene cosa stia succedendo, stranieri che ci domandano stupiti cosa succederà ora e noi che non riusciamo a dare risposte. Poi però lo show inizia, inizia lo stesso, inizia nonostante tutto. Lo stadio non è pieno così come me lo aspettavo, ma i fans che sono lì, ci sono col cuore oltreché con le orecchie. “Start me up” dà il via a due ore di rock di quello puro, di quello che in fondo non ti aspetti da una band di sessantenni. Mike Jagger ha una carica che trascina, corre e salta come fosse un ventenne, che se anche non conosci tutte le canzoni, ti lasci trasportare lo stesso. Poi, tutto d’un tratto te li ritrovi lì, a pochi metri, in mezzo al pubblico grazie a una passerella che porta un pezzo di palco tra la gente. E’ il delirio. Loro caricano i fans e i fans rispondono di dovere. Mr Jagger poi stupisce tutti con lo sforzo non solo di salutare in italiano, ma di interagire ogni tanto nella nostra lingua con la folla, dice che è bellissimo essere qui dopo 17 anni. Rock fino alla fine, con tanto di fuochi d’artificio a suggellare il tutto. Migliaia di t-shirt con la linguaccia rossa che li contraddistingue. Dopo stasera non faccio alcuna fatica a pensare che nessun altro simbolo potrebbe descriverli meglio, loro, le pietre che ancora non hanno alcuna intenzione di smettere di rotolare.

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4 Risposte to “Le pietre del Rock rotolano ancora”

  1. LaPresy Says:

    Io curiosa..!! in qualità di cosa, come e perchè stavi li???? mi pare di capire che ci lavoravi..!! (FATTI UNA SCHEDA WIND!!!)

  2. mikayla Says:

    non ti stai perdendo un concerto eh!?!?
    😉
    Bacio!

  3. indebitato e insabbiato Says:

    angie tatatatatatata
    aaaaangie

    ah quanto mi piacciono gli stones… ma hai notato i pantaloni di keith richards?
    sono gli stessi di vasco…
    e indovina chi li fa?
    😉

  4. indebitato e insabbiato Says:

    angie tatatatatatata
    aaaaangie

    ah quanto mi piacciono gli stones… ma hai notato i pantaloni di keith richards?
    sono gli stessi di vasco…
    e indovina chi li fa?
    😉

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