Da voci inaspettate a nuovi ordini

Fermi
Improvvisa e delicata, dalla casualità di quelle
quasi quattromila canzoni lasciate lì a suonare nell’aria in modalità random,
sento la voce di Ben Harper che canta una canzone dei Verve, -The drugs don’t
work-. Non l’avevo mai ascoltata prima questa sua versione o almeno, non mi ci
ero mai soffermata. La sua chitarra acustica e basta, il suono di quelle corde
e la sua voce riempiono tutto ora. E’ su due dei miei cd questa canzone, nella
sua versione originale, uno ormai è rigato dagli anni, l’altro l’ho dimenticato
in una macchina piena di risate in un Dicembre di qualche anno fa. Un po’ come
nel libro –Alta fedeltà- il gioco era quello di fare classifiche di canzoni per
tutte le occasioni che venivano in mente ai protagonisti, così faccio io sui
miei foglietti. Ne ho sempre qualcuno davanti dove appunto le canzoni che mi
riportano a qualche stato d’animo,scrivo titolo e autore e poi giunti a 18-19
vanno a finire su un cd, sul quale in modo quasi maniacale riporto tutti i
titoli e chi le canta. E poi fanno da sottofondo a momenti e mi piace che siano
tutte dello stesso filone, almeno nella mia testa, un filone che è solo mio e
proprio per questo ancora più sentito.

Ho cambiato l’ordine dei miei libri
ieri, prima erano sistemati per autore ma non mi piaceva quel gioco di altezze
scomposto dei dorsi, così, armata della giusta dose di pazienza li ho tirati
giù tutti e li ho ordinati per casa editrice e quindi per tipo di edizione e
collana. E’ stato un piacere alla fine perché mi sono ritrovata fra le mani
libri letti ormai tanti anni fa, libri che mi avevano lasciato addosso buoni
odori e libri che ho faticato a leggere fino all’ultima pagina ma che per
testardaggine non ho mai lasciato a metà. Diversi li ho appuntati in un
promemoria mentale perché ho voglia di leggerli di nuovo, almeno per vedere se
le emozioni che mi avevano lasciato addosso erano giustificate o meno. Ora sono
lì, in questo ordine di sicuro più geometrico e razionale, devo abituarmici. E
mi è rivenuto in mente il piacere di regalarlo un libro, perché se lo faccio
non scelgo titoli a caso, intanto sono titoli che devo aver rigorosamente già
letto e poi provo ad immaginarmi cosa possa legare la persona che li riceve a
tutto quell’inchiostro fra le pagine in questione, perché regalare una storia
vale di più di mille parole a volte.

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2 Risposte to “Da voci inaspettate a nuovi ordini”

  1. La Presidente Says:

    e io lo so bene…ciao amichetta..quanto tempo che nn ci becchiamo 😦 tvb giuly

  2. ricky Says:

    ..ogni tanto si può provare a rischiare, e regalare un libro mai letto – farsi attirare da una trama, da un’immagine e provare
    magari per vie traverse arrivi ad un bel libro e alla fine provi a vedere se può piacere anche a te

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