Due giorni per capire

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Credevo sarebbero stati due giorni difficili. Difficili
perché non ero riuscita ad ottenere ciò che volevo, piccolo bagaglio di una
figlia non unica ma cresciuta in pratica come tale, vizi compresi. Avrei dovuto
prendere un treno o un’autostrada per mangiare chilometri e invece me ne sono
rimasta qui, fra le mie cose. E’ per questo che credevo sarebbero stati
difficili come giorni e invece mi sono sbagliata. Forse ho capito sul serio, ho
capito cosa significhi rapportarmi a te, a te e a tutti i tuoi impegni.

C’è chi
crede che io sia in credito e che prima o poi debba decidermi a riscuotere la cifra
che mi spetta, che una cifra la si riscuote o in contanti o in rispetto. Io dei
contanti non me ne faccio nulla, soprattutto se è sul cuore che li devo
mettere, del rispetto ne possiamo discutere.

Davanti ad uno specchio di quelli
in cui riesci a vedere tutta la tua immagine riflessa mi sono guardata, volevo
capire che effetto facessi, prima di tutto a me stessa e poi agli altri, vestita
di un paio di jeans chiari e aderenti e di una maglia morbida nera, sui miei
tacchi da dieci centimetri sui quali mi sento più sicura, staccata dalla terra
e più donna. C’è che forse l’età comincia a farsi a sentire e capisco che
dovrei probabilmente maturare, io che con gli adolescenti sento ancora di avere
molto a che fare, io che con loro ci passo quattro cinque ore di ogni mia
giornata, è vero, io faccio la parte di chi insegna ma poi alla fine apprendo
sempre qualcosa da loro. Ed ora sento parlare di futuro, strano per una come me
così attaccata al presente, difetto di una miope che fatica a guardare lontano
senza che nulla risulti sfocato.

Oggi ho rimesso a posto il cassetto con la
biancheria intima, ormai per trovare un paio di mutande dovevo pescare a caso
senza badare a forme e colori. Era da un po’ che dovevo farlo e alla fine mi
sono decisa. Si comincia sempre dagli oggetti a mettere ordine, chissà che alla
fine non decida a farlo anche con me stessa.

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4 Risposte to “Due giorni per capire”

  1. vabbè... wyllyam Says:

    arriva prima o poi per tutti il momento di fare ordine e di capire “cosa voglio fare da grande”… stanotte in macchina ne parlavo con un mio amico che mi ha detto che non ne ha ancora idea… eppure ha moglie, due figli, un lavoro da dirigente… eppure non sa che cosa vuole fare da grande… neanche lui… neanche tu… neanche io… mi sa che è ora però di cominciare a capire… certo io nelle mutande non posso mettere ordine che il cassetto è così vuoto che non si è mai visto, però all’esterno, tra le persone, le facce e le ore… devo incominciare anche io…

  2. 3msc Says:

    Anche io penso di essere in credito..per questo aspetto (ma senza pensarci troppo) il mio turno alla cassa della vita..

  3. affaticato, stanco e assonnato Says:

    il mio ordine lo vorrei iniziare a partire dalla casa. cominciare a mettere su qualcosa di solido che stia un pochino intorno a sogni che rischiano di crollare… e vorrei parlare di tante cose con persone che non vogliono ascoltarmi. e mettere ordine nella mia testa… certo se vuoi una mano a mettere ordine nel cassetto della tua biancheria parliamone!
    😉

  4. mikayla Says:

    “difetto di una miope ke fatica a guardare lontano senza che nulla risulti sfocato”…cacchio, ma scrivevi di me???

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