Dentro un ritorno

Bw6
Mi ero già organizzata,
la pioggia incessante e un clima che di estivo non ha più nulla mi avevano definitivamente
convinto a rimanere a casa. Una serie di films in arretrato e un libro di
viaggio sarebbero stati i miei compagni per la serata. Non un ripiego,
assolutamente, qualcosa di meditato e voluto, ci sto bene nel mio spazio e l’altra
sera era tutto pianificato.

Poi la telefonata da parte di un’amica e una cena,
insomma i films e le pagine del libro mi avrebbero dovuto attendere ancora un po’.
Mi vesto di abiti nei quali c’è veramente dentro me stessa, un paio di jeans
larghi, una canottierina sportiva e una felpa di quelle nelle quali ti senti
protetta, mi vesto così e mi confondo con la pioggia là fuori.

Appuntamento al
lago. Sull’asfalto bagnato le luci si riflettono come in un gioco di specchi, c’è
una moto davanti a me, va piano ma non la sorpasso, è come se mi segnasse e
aprisse la strada e la lascio fare e poi probabilmente leverei una bella ondata
di acqua se provassi a passarle davanti e non voglio farmi odiare. Con andatura
costante mi accorgo che per strada non c’è quasi nessuno, allora non ero l’unica
che si era fatta scoraggiare da questo tempo autunnale.

E poi il ritorno dopo
le foto delle vacanze, dopo aver spiegato cosa sta cambiando nella mia vita,
dopo aver ascoltato progetti a breve scadenza, troppo breve per i miei gusti,
ma non sono progetti che mi coinvolgono, quindi capisco che i miei tempi non
sono di certo quelli di tutti. Poi il ritorno su una strada volutamente più
lunga di quella dell’andata, corre lungo il perimetro del lago, lo vedi alla tua
destra, lo vedi bagnato da un’acqua impura che ci si riversa dentro, acqua che
si mischia a acqua, domani non potrai più distinguere quella proveniente dal
cielo e quella che invece sgorga dal terreno, un po’ come il pittore che
dipingeva il mare con il mare, si, mi viene in mente proprio questa immagine
mentre passo lungo quella strada. Mente occupata da rapide successioni di
pensieri e di musica, i miei Subsonica che continuano ad accompagnare momenti e
che forse li chiariscono.

Pensi ad una casa e tenti di immaginare come sarà e
pensi che vorresti viverla un po’. Fari che incroci e che ti fanno strizzare
gli occhi. Pensi che è arrivato il momento di scontrarsi con la realtà e non
continuare abilmente a nasconderti. Foschia sul lago, un cielo e una linea di
confine con l’acqua che non si distingue e che fascino che ha. Pensi che hai
voglia di metterti in gioco e che in fondo era un gioco che aspettavi da tempo di
giocare.

-E sugli
spigoli, voglio giocare con la pelle sugli spigoli, voglio rischiare ad
aggrapparmi sugli spigoli, cadendo a vuoto sempre solo sugli spigoli-

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3 Risposte to “Dentro un ritorno”

  1. Loris Says:

    E’ bello come descrivi, mi piace. 🙂

    Ps: grazie per la dritta, pubblicherò un’errata corrige! 🙂

  2. wyllyam Says:

    bisogna mettersi in gioco. bisogna anche rischiare e vedere come va… in fondo siamo ancora bambini e di strada e tempo ne abbiamo davanti a noi!

  3. 3msc Says:

    se era un gioco che aspettavi da tempo di giocare..beh..darai il massimo per vincere o per lo meno darai il massimo per poter dire di aver dato tutto, di averci almeno provato senza rimpianti. (come dire..nn riesco a trovare altre parole..ma sono un tuo fan)

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