Gocce di pioggia

Filaindiana
Moderatamente mi piace. Ecco,
è così che definirei il mio rapporto con la pioggia. Oggi ci sto bene dentro. Mi
piace sentirla, il suo rumore mentre batte sui vetri, e l’alone sfocato che crea
su ciò che cerco di inquadrare aldilà della finestra. Pesa, si, pesa la pioggia
di oggi. Pesa più del solito sulla terra secca, ma non su di me.

Moderatamente
mi piace. Di solito alla fine dell’estate mi crea sempre una sorta di
inquietudine strana la prima pioggia che scende, come se lavasse via i ricordi
e li rendesse meno vividi, come se il grigio che inevitabilmente porta con se
decolorasse le cose, quelle che invece amo pitturare. Oggi no, oggi voglio
sentirla. Che cosa succederà non lo so, me lo chiedo cercando di mettere a
fuoco le gocce, ne seguo il percorso come alla ricerca di una risposta che so
già non esserci. Ma non mi fa stare male il non sapere dove andrà a morire
quella goccia e non avere una risposta alla mia domanda.

La mano è bagnata e
non ho voglia di asciugarla, la guardo e sotto quella patina d’acqua vedo ancora
le lentiggini comparse con il primo sole estivo, so che a breve scompariranno
come ogni inverno e penso che tutto è ciclico, come questa pioggia, come le
stagioni. Che gusto ha la ciclicità ed è davvero così rassicurante? E’ da un po’
che me lo chiedo. E ha anche un odore? Io me la immagino come il sapore dell’uva, ogni anno pensi di
ricordarlo ma poi la prima volta che a Settembre la assaggi di nuovo ti rendi
conto che le sfumature le avevi perse, che l’odore è più intenso di quello che
credevi e che ogni acino va gustato a fondo prima di mandarlo giù. Si gira in
tondo e poi ci si ferma, si ritorna sui propri passi, su passi che già conosci.

Un rivolo d’acqua parte da metà vetro e segue una traiettoria strana,
imprevedibile. Allora forse è così che deve essere, imprevedibile. E quei passi
che credi di conoscere in realtà sono nuovi, perché tutto è diverso, come ogni
volta che piove. Poi ripensi ai libri studiati a scuola e al ciclo dell’acqua, dalla
terra evapora e forma le nuvole che ce la restituiscono sotto forma di
precipitazioni. Allora anche lei è ciclica, è vero. Se mentre cammini perdi
qualcosa di importante per strada poi prima o poi torni a cercarlo, penso
questo mentre la vedo scendere, goccia dopo goccia, immagine dopo immagine.

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6 Risposte to “Gocce di pioggia”

  1. il giudice Says:

    miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    però è proprio oceano, e se l’asse è lì ci sarà un motivo…

  2. wyllyam Says:

    a me la pioggia rilassa, aiuta a riflettere, aiuta a concentrarmi. la sento. goccia a goccia che prende il mio io e lo culla… un pò come il mare mosso…

  3. Hyena Says:

    Sono estasiata…

  4. simona Says:

    mamma mia io la skifo troppo, mi viene proprio la depressione. Me ne devo andare in un paese tropicale dove posso andare tutti i giorni al mare. Sta pioggia ha rotto!!!!

  5. eR cOUSIN Says:

    La prima piggia ha l’odore dell’erba secca della terra arida.profuma di rinascita e innocenza, di bambini cha saltano in quelle pozzangere che la terra non può assorbire.
    la ciclicità ha odore solo di polvere.
    e tu lo sai a noi piacce l’erba secca e la terra arsa, perchè portano le lentigini. non abbiamo bisogno di polvere.

  6. Cousin Says:

    auhuahauh. devo ricordarmi di rileggere.. mi partono sempre lettere a caso..uhauhauha!

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