La luce delle lucciole

Paradisehotel

Sono le dieci e mezza di sera e non ho ancora cenato, poco male. E’ tardi e devo fare in fretta. A dire la verità fino all’ultimo momento ho paura che tu annulli l’appuntamento, anzi, quasi me ne convinco quando sul mio cellulare vedo una tua chiamata di qualche minuto prima. Quando, già in macchina, provo a richiamarti per sapere cosa volevi dirmi, ho il cuore che batte forte, lo sento distintamente, stavolta sei tu che non senti il telefono squillare. Ormai sono vicina casa tua, riusciamo finalmente a sentirci e scopro che in realtà volevi sapere solo dove fossi. Non mi ricordo di preciso dove devo fermarmi, ancora qualche titubanza fra semafori, bar e Oviesse e poi finalmente ti vedo. Lo vedo che stai bene, è da un po’ che non ci vediamo e più che altro sei tu che hai novità da raccontarmi, lo fai mentre cerchiamo un locale dove andare a bere. Ci abbiamo messo un po’ a trovare un posto dove a quell’ora potessi ancora mettere qualche cosa sotto i denti, ma non sentivo il tempo che passava, parlavo, ti guardavo e ti ascoltavo e l’orologio neanche lo prendevo più in considerazione. Hai tagliato tutta la barbetta incolta, mi piaceva come ti stava ma devo ammettere che stai bene anche così, scherzando mi hai detto che l’hai fatto perché ormai devi assumere le sembianze di una persona seria che ispiri credibilità, scoppio a ridere quando me lo dici perché a te serio non ti ci riesco proprio a vedere, ma è anche per questo che mi piaci. Davanti a una piadina e a un bicchiere di birra io e una caipiroska al limone tu parliamo di tutto, tu sei come me, passi da un argomento all’altro senza preavviso, se qualcuno ci sentisse parlare probabilmente penserebbe che siamo due pazzi, ma quanto adoro non avere dei paletti, avere qualcuno che mi stia dietro nei miei giri di pensieri. Non so neanche come arriviamo a parlare di Sheakespeare  e scopro che l’hai letto tutto, tu, davvero non me lo sarei mai aspettato. E l’Orlando IL furioso e le teorie di Machiavelli, e quel Ludovico Ariosto che nessuno di noi due si ricordava, passando per quella volta in cui i tuoi due amici hanno innaffiato le persone intorno a loro al concerto di Sting e per poco non menano te. Impossibile elencare tutto ciò che è venuto fuori mentre dopo la piadina inizio a bere un mojito. Sto bene, ma bene davvero. Quando andiamo via guidi tu, mi conosci e sai che fra quelle vie mi perderei. Che voglia di abbracciarti e di sfiorare la tua pelle, la stessa che in fondo hai anche tu. In piedi in mezzo a una strada mi dici che hai visto una lucciola e cerchi in tutti i modi di farla vedere anche a me che ti prendo in giro perché penso che tu te la sia sognata. C’è questo di bello fra noi, che non ci prendiamo mai troppo sul serio, ma mi piace sia così. Ti saluto e ti vedo correre dall’altra parte della strada, via verso il tuo portone, via verso un sonno breve, via. Ed ora di nuovo in sospeso, tanta voglia di rivederti e di passare un po’ di tempo con te, tanta voglia di parlarti e la consapevolezza di non sapere ne dove, ne come, ne soprattutto quando.

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8 Risposte to “La luce delle lucciole”

  1. gabriello Says:

    per un attimo o anche due ho creduto che le lucciole fossero qualcos’altro 😀

  2. Maya® Says:

    peccato però, rivederlo solo tra un bel pò….

  3. skriciola Says:

    quanto mi rispecchio in queste tue parole…..

  4. lucciolatore Says:

    effettivamente non riesco a immaginare come si possa passare da un discorso all’altro senza senso… mah.. 😉

    secondo me se ti senti così bene con quest’uomo devi cercarlo… con costanza e senza paura… poi comedoveequando vengono da soli, tutti insieme…

    adesso che sei tornata alla base rilassati un attimo, però…

  5. delpo Says:

    Io con o senza barba non riesco a sembrare una persona seria…. eh!! eh!! scherzi a parte le cose bisogna viverle giorno per giorno e andrà sempre bene avrei voluto saperlo qualche anno fa io

  6. Cousin Says:

    Sai penso che il tuo discorso non fosse così contorto forse perchè ne trovo continuità al tuo post qui sopra.
    semplicemente e sinceramente, l’ho letto due giorni fa e oltre che bellissimo l’ho trovato simile ad uno specchio in cui rivivere alcune situazioni, quella della sintonia è una cosa splendida; io l’ho baciata la mia amata amica, dopo dieci anni, ne è valsa la pena.

    p.s. non prenderlo come consigliio! 😉

  7. radiorigo Says:

    Si respira una bella atmosfera in queste righe. Non c’è dubbio che gran parte del merito si debba alla tua capacità di raccontare il tempo che scorre ma senz’altro l’altra buona parte la si deve assegnare alla qualità del tempo che hai trascorso. Leggerti è sempre stimolante.

  8. radiorigo Says:

    ogni giorno passo di qui. è diventato un gesto quasi rituale che segue immancabilmente ogni accesso alla rete. passo di qui sperando che tu abbia scritto nuove atmosfere da respirare e ed è indescrivibile la gioia che provo ogni volta che trovo qualcosa di nuovo. mi piace perdermi un po’ in tutto questi spigoli acuti e in queste dolci curve. a presto.

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