Scelte di vita

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-Si sente il rumore degli aerei quando passano- E’ questo quello che mi ha detto mio fratello appena sono arrivata lì. –Questa notte, stavo per addormentarmi e l’unico, ma proprio l’unico rumore che ho sentito è stato quello di un aereo che passava- Aveva una gioia negli occhi mentre me lo diceva che l’ho immaginato anche io quell’aereo a centinaia di metri sopra la sua testa, le vite dei passeggeri ignari di quello che accadeva lì su quel fazzoletto di terra del quale loro non si saranno neanche accorti. E’ iniziato tutto due anni e mezzo fa, un giorno di Settembre si presenta a casa con dei fogli arrotolati, i miei non erano ancora tornati a Roma dalle loro vacanze, c’ero solo io e verso l’ora di cena mentre stava per ritornare a casa sua dopo il lavoro mi citofona e lo intravedo salire con questi fogli. Li srotola davanti a me e vedo sotto i miei occhi il progetto di una casa –La vedi, sarà lei, sarà la mia casa. Mi sono rotto di questa vita in mezzo al caos, di questa vita che ti toglie il respiro, di tutta questa gente frenetica, me ne vado! Ho comprato un terreno, in campagna, in aperta campagna, e questa che vedi sarà la casa che ci costruirò, la mia casa…- Stupita, si, stupita e basita, è esattamente così che sono rimasta a questa notizia, non stava scherzando, lui non scherzerebbe mai su una cosa del genere, non è il tipo. Ci siamo seduti davanti ad un bicchiere di vino e un’insalata e abbiamo iniziato a parlare come non facevamo da tempo. Non avevo idea di questi suoi progetti, non mi immaginavo questa svolta. E probabilmente neanche lui sapeva bene cosa stava per accadere. Ha sempre avuto un’indole impulsiva mio fratello, uno che prende decisioni col cuore, la riflessione viene dopo e non sempre gli ha dato ragione. Ma non questa volta, l’ho visto nei suoi occhi oggi mentre mi diceva del rumore degli aerei. I miei quando lo hanno saputo sono rimasti piuttosto perplessi, soprattutto dopo essere andati insieme a lui a vedere questo terreno che volenti o nolenti sarebbe a breve diventato piuttosto familiare. Dalla strada principale ci saranno tre quattro chilometri di strada sterrata da percorrere per arrivarci, nessun altra abitazione nelle immediate vicinanze, silenzio e pace, troppo ai loro occhi, troppo anche ai miei, ma non ai suoi, non agli occhi di mio fratello. –Il progetto è solo un preliminare, uno schizzo più che altro, ce l’ha lasciato l’ex padrone del terreno che aveva già richiesto la licenza edilizia. Voglio che sia tu a fare il progetto, voglio che sia la tua mano a disegnare casa mia, non dirmi di no- Due anni e mezzo fa, non potrò mai dimenticare quel giorno, gli ho detto  che era un folle con tutto l’affetto con cui può dirtelo una sorella, gli ho chiesto se si rendesse conto del passo che stava per affrontare, gli ho detto che era una scelta radicale la sua, per lui e per la sua famiglia, per i suoi figli. Gli ho detto questo e molto altro davanti a quel bicchiere di vino e al suo viso ancora abbronzato. Guardavo le sue mani mentre parlavo, il loro modo di muoversi, l’eccitazione che lasciavano trasparire, e allora ho capito, ho capito che era ciò che voleva veramente e gli ho detto che avremmo disegnato insieme la sua casa. Oggi, due anni e mezzo dopo quella sera. Percorro tutta la strada sterrata in seconda e solo in alcuni tratti mi azzardo a mettere la terza, non sono abituata a guidare senza asfalto, la si scorge da lontano, perché c’è solo lei lì in mezzo a tutto quel verde, un color ocra molto chiaro e un tetto di una tonalità più decisa, è bella, è veramente bella. La sua casa, e un po’ anche la mia. Ci sono tanti ulivi intorno, è orientata in modo tale che la mattina quando si alzerà per aprire le persiane della camera da letto li veda, tutti gli ulivi e il degradare dolce del terreno, è un po’ come una figlia per me quella casa, perché l’ho amata sin dalla prima idea, maturata con il consulto di mio fratello, mi ha lasciato carta bianca ma poi ogni giorno passava da me e voleva vedere come procedeva il progetto. Fra un paio di mesi ci andrà a vivere definitivamente, quella di questa notte è stata solo una prova generale. Dal mio di letto non si riesce a sentire il rumore degli aerei quando passano, ma non c’è bisogno che lo dica a mio fratello, lui lo sa già.

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14 Risposte to “Scelte di vita”

  1. Little Sweet Hyena Says:

    Che bello questo post, sembra un romanzo: vi si respira una poesia incredibile!!!

  2. skriciola Says:

    un bellissimo sogno realizzato!

  3. simona Says:

    Beh, ci vuole coraggio a fare queste scelte, soprattutto se si coinvolgono altre persone (come i suoi figli). Io per esempio, se avessi davvero le palle me ne andrei a vivere a Capo Verde, sulla spiaggia e sotto al sole, vicino al mare che credo sia il mio elemento naturale, quello che mi fa meglio al corpo e allo spirito. Ma mi manca il coraggio.
    Quindi GRANDISSIMO tuo fratello.
    KIZ
    simo

  4. wyllyam trafitto da un sorriso Says:

    bello… bello il post, bello il progetto (non l’ho visto ma lo so…), bella l’idea di tuo fratello di starsene in un posto tranquillo, in campagna…

  5. mikayla Says:

    in campagna si sta bene…forse lo dico xkè ci vivo da una vita ma bisogna avere davvero coraggio in situazioni del genere…so però ke verrà ripagato alla grande da tutto quello che quel piccolo pezzo di mondo gli darà.
    Bacio!

  6. chelsea11 Says:

    ti rispondo qui….mi hanno tolto 5 punti sulla patente perchè secondo loro “avevo una guida non conforme al codice della strada”…ma ti rendi conto???
    ah dimenticavo…devo chiederti un favore quindi appena puoi una di queste sere vieni su msn, ok??
    bacio…

  7. giorgia Says:

    E’ stata la stessa cosa per me,quando ho progettato la mia prima casa…la sensazione la comprendo…e anche quella di tuo fratello…

  8. radiorigo Says:

    ammiro il coraggio di tuo fratello e di tutti coloro che hanno appoggiato e sostenuto il suo progetto. è bello sapere che a questo mondo esistono ancora persone che credono nei propri sogni e nella possibilità di cambiare le cose. in bocca al lupo.

  9. Giò Says:

    Hehehe…tu non sai quanto vorrei poter raccontare quella storia…è un piombo chemi tengo dentro…ma ninzepò…è troppo umiliante.
    Il trolly nanonano si è chiuso sommariamente ma ti dirò…pure se si apriva…l’importante per me era essere a casa!!! 🙂 grazie per l’invito…okkio perchè io ci metto un paio di ore ad essere li.
    un bacio
    Giò

  10. Giò Says:

    *errata corrige
    la storia dell’invito dimenticala…è solo che con questi nick name non ce capisco più na fava!!
    CIAOOOOO
    Giò

  11. wyllyam trafitto da un sorriso Says:

    assaporo la gioia… così come assaporerei un bicchiere di vino come ne capitano pochi nella vita…

  12. indaco Says:

    nel viale dove si trovano le cassette buttate via c’è spesso la nebbia, a volte è bello passeggiarci. Alcune mattine non c’è neppure nebbia, altre è il viale a non esserci. Le cassette, poi, quelle potrebbero anche non esistere

  13. La presidente Motociclista.. Says:

    Già lo sapevo che scrivevi bene ma questo post è veramente bello…brava la mia omonima..magari appena mi mettono internet e sono un pò più concentrata, in silenzio..nella mia casetta..magari ce la faccio anche io a scrivere qualcosa di decente va…!! un bacino nicuzza..

  14. wyllyam trafitto da un sorriso Says:

    … non sei arrivata in tempo… ma ti voglio dire che non ho bevuto tanto (sono lucidissimo) e ho mangiato pochissimo perchè ero preoccupato dal giudizio della folla di gente su quanto ho preparato… alla fine, per festeggiare degnamente la buona riuscita del pranzo (ci siamo alzati adesso da tavola) mi sono fatto un bicchiere di Oban come si deve…………
    baci

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