Dentro luoghi conosciuti

Corsofrancia

Lo ammetto, ero prevenuta. Venerdì scorso quando sono entrata in libreria alla ricerca di nuovi titoli da poggiare lì sul mio comodino in attesa di essere letti non avrei mai pensato che insieme agli altri avrei portato via anche lui. Ne avevo già scelti diversi, poi, poco prima di arrivare alla cassa, l’ho visto e mi sono detta ma si, proviamoci! Parlo di “Tre metri sopra il cielo”, non avrei mai pensato di leggerlo, almeno fino alla scorsa settimana. Non ho visto neanche il film, e conoscevo a malapena la trama.

Poco fa, pagina 319, -Piano piano la moto inizia a curvare. E’ ora di tornare a casa. E’ ora di ricominciare, lentamente, senza strappi al motore. Senza troppi pensieri. Con un’unica domanda. Tornerò mai lassù, in quel posto così difficile da raggiungere. Lì, dove tutto sembra più bello. E nello stesso istante in cui se lo chiede, purtroppo sa già la risposta.- Pagina 319, preceduta da tutte le altre. E’ stato un tuffo stranissimo questo libro, un tuffo che non mi aspettavo. Non è scritto particolarmente bene, ma ti fa di sicuro tornare indietro a quando quelle emozioni così forti le hai vissute anche tu. E non è stato solo questo. Già dalla prima pagina me ne sono resa conto, da quando uno dei protagonisti è con la sua moto sul ponte di Corso Francia, l’ha descritto nei particolari, il ponte, il semaforo in fondo, e tutte le vie lì intorno. Proprio dove sono cresciuta io. Proprio dove ho passato la mia di adolescenza. Proprio dove ancora oggi passo con la mia vita. Ecco il perché del tuffo, quei ragazzi che sfrecciano su quelle vie, che si ritrovano a piazza Jacini, che mangiano un gelato da Mondi, che si prendono un maritozzo con la panna all’Euclide, proprio come noi.

Deve vivere qui intorno anche lui, è stato questo uno dei miei primi pensieri, lo scrittore, Federico Moccia, deve essere cresciuto qui. Lungo quelle righe che scorrevano veloci era diventata quasi una sfida la mia, aggiungere più particolari di lui all’immagine che avevo davanti, si perché leggevo ma in realtà c’ero dentro quei luoghi, ero proiettata in quelle immagini, di piazza in piazza, di via in via. Proprio ieri sera ero a cena a Ponte Milvio con degli amici, a pochi metri da Mondi e da quella pizzeria “baffetto” dove loro amavano mangiare. Non ho potuto fare a meno di pensare al libro e sorridere. E’ stato veramente particolare leggere pagine che sembravano scritte un po’ dentro casa mia, percorrere luoghi che sento miei ma con dentro la storia di qualcun altro.

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5 Risposte to “Dentro luoghi conosciuti”

  1. Giulietta Says:

    Stupendo …
    Sarebbe bellissimo poter almeno guardare quello che hai intorno … specie se sei tu la Cicerona!!! 😀
    ….. prima o poi si organizza: ti raggiungo a Roma!

  2. stefano Says:

    le matite fanno parte del cuore, hanno scritto per noi…non abbandoniamole…perchè per ogni matita non buttata è un ricordo che resta….firmato F.I.M.L.
    (FRONTE INTERNAZIONALE MATITA LIBERA) by blogmooon

  3. shantaram Says:

    Grazie per essere passata a sbirciare il mio blog, vedo che in comune abbiamo la voglia di leggere…
    Ho letto “Tre metri…” ma non voglio parlare del libro.Quando leggo cerco di immaginare i posti ma quando scrivo fatico a descrivere quelli reali, quelli che vedo ogni giorno.Ammiro che riesce a descrivere cose che gli altri riconoscono.Pensa all’ultimo Grisham, parla di Bologna, ma anche di Treviso ed io sono veneto. Un brivido quando descriveva l’aperitivo preso in un posto dove pochi giorni prima avevo fatto lo stesso. A presto.

    shantaram

  4. chelsea11 Says:

    E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa: tutte sono state vissute e tutte, in un modo o nell’altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei e non c’è niente di meglio al mondo. Pausa, rewind, play, e ancora e ancora e ancora, non spegnere mai il tuo campionatore, continua a registrare, a mettere insieme i suoni per riempire il caos che hai dentro. E se scenderà una lacrima quando li ascolti, beh, non avere paura, è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita…

  5. Fagutin Says:

    Ciao, grazie di cuore per la tua delicata e costante presenza! Grazie per aver colto in pieno “il treno”! Grazie per tutto l’affetto che stai donando ad un’amica in comune per cui, ti giuro, darei la vita, con tutto il cuore, a presto.

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