Prospettiva a volo d’uccello

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Ci sono animali che hanno un campo visivo maggiore del nostro, riescono a rapire con i loro occhi un angolo di mondo più grande. Adesso vorrei essere uno di loro. Ora che mi trovo qui, nel punto più alto di uno dei "monti" capitolini, quello a cui sono più affezionata, quello che mi ha visto solcare le sue strade sin da piccola. Ormai è tardi, notte fonda, so che la mia sveglia domattina impietosamente suonerà non all’ora che io vorrei, so che avrei bisogno di recuperare molte ore di sonno perse davanti ad un computer nell’ultimo mese, so tutto questo, ma dieci minuti fa, quando sono passata su questa strada non ho saputo resistere, ho messo la freccia e ho girato, così senza pensarci, così pensandoci bene in realtà. Stavo tornando a casa dopo una serata passata in compagnia di un amico appena arrivato nella mia città per una sua nuova scommessa con la vita, un lavoro che sembra un sogno, un lavoro che è una puntata di quelle eccezionali. La vincerà la scommessa, ne sono sicura. Leggera e finalmente serena stavo tornando a casa, la bufera è passata, niente tagli nell’anima, solo tempo a mia disposizione e voglia di respirare. Ho messo la freccia d’istinto subito dopo quella curva, si sale su per una stradina che ti porta proprio sul culmine del colle, proprio lì dove c’è l’osservatorio, Zodiaco, si chiama così, forse perché da qui ci si sente un po’ più vicino alle stelle, forse perché da qui si riescono a vedere, nessuna luce che ne offuschi la luminosità. Ci sono io in mezzo, in piedi su quel piazzale, appoggiata su quella staccionata, sopra di me un cielo che sembra vicino e sotto di me lei, Roma. C’è tutta, sembra che tu la possa stringere in una mano, ti toglie il fiato e allo stesso tempo ti fa respirare a pieni polmoni. Vorrei essere uno di loro ora, uno di quegli animali che vedono più di noi, per non perdermi nulla, per vedere tutto ciò che ho sopra e sotto di me contemporaneamente. Luci che la rendono ancora più bella, tutto sembra così piccolo, tutto sembra immobile e forse lo è davvero visto l’orario. Pace, è incredibile come una semplice prospettiva differente ti cambi anche il modo di percepire le cose. Fino a quando sei dentro alle sue strade, nei suoi spazi, e ti misuri su una scala 1:1 con lei, ti intridi del suo caos, dei suoi rumori e tutto ti sembra frastuono e confusione assordante. Poi basta allontanarsi un po’, vedere tutto da uno squarcio differente, con una scala differente, e quei rumori non sono più rumori, il caos non lo percepisci e la confusione la abbandoni laggiù, dall’alto non ti può fare nulla, ne sei fuori. Proprio come nella vita, fino a quando ci sei dentro alle cose ne sei quasi sopraffatto, ti toccano ogni centimetro di pelle e non trovi la via per liberartene, poi però basta trovare la soglia, varcarla e cambiare prospettiva, incredibile il risultato se ci riesci. Parametri di giudizio che non pensavi neanche di avere e ti congratuli con te stesso, proprio come ora che sono qui a guardare tutto dall’alto, in questa prospettiva a volo d’uccello sul mondo. Non c’è nessuno intorno a me, solo ora me ne accorgo, non ci avevo badato. Sono sola quassù, su questo piazzale fuori dalle cose, dormirò tranquilla, ne sono convinta, mai come oggi ne sono stata sicura.

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2 Risposte to “Prospettiva a volo d’uccello”

  1. Rob Says:

    lo modifichiamo sto post o no?

  2. Rob Says:

    mo si!

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