E poi la luna

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E’ un gesto naturale, di quelli che fai senza neanche pensarci, di quelli che fai tutti i giorni senza quasi che te ne accorga. Vedere la luce del sole che lentamente affievolisce e creare oltre al buio naturale che c’è fuori dalla tua stanza un buio artificiale dentro quelle quattro mura. Vai alla finestra e con un solo gesto tiri giù tutta la tapparella, quasi come se la luce notturna non fosse una buona compagna per le prossime ore. L’ho fatto anche oggi, seduta al mio tavolo, con gli occhi incollati davanti a questo monitor alla ricerca della voglia di lavorare al mio progetto. Il cielo che è nel limbo di colori che lo porteranno nel giro di un’oretta ad essere un velo nero, mi alzo e vado verso la finestra, sarebbero bastati pochi secondi per tagliarlo fuori dalle mie sensazioni, una serie di listarelle di plastica che avrebbero fatto da filtro, come fanno sempre verso quest’ora. Poi però casualmente alzo lo sguardo, e lei irrimediabilmente mi rapisce, ci mette un attimo, lei è lì e io non me ne ero neanche accorta. Tonda, grande, sola in quella porzione di cielo che riesco a vedere dalla mia finestra. La luna con i suoi colori, era lì e non l’avevo notata. La guardo ammutolita, e già la mia mano non è più sulla cinghia della tapparella, no, oggi nessun buio artificiale, è così bello quello che c’è lì fuori che non voglio perdermelo. La guardo come se fosse un territorio che realmente io possa esplorare in ogni suo angolo con i miei occhi. Non è piena, ma lo sarà nel giro di 24 ore, lei li da sola, nessuna stella intorno che ancora si riesca a vedere, lei alla quale vorrei parlare, lei alla quale alla fine poi non parlo. Così, appoggiata alla risega della finestra me ne sto per un bel po’, un tempo che non riesco neppure a quantificare, guardandola, come non facevo da tempo, vorrei salire lassù, tutto mi sembra in pace, mi dimentico quasi che è Domenica sera e ho ancora una marea di cose da fare, mi dimentico che il computer è lì che mi aspetta, mi dimentico che mi ero alzata dalla mia sedia solo per qualche secondo. Ora ho altro da fare, respirare con gli occhi al cielo, godermi lo spettacolo che mette dentro di me una strana serenità, uno stand-by della mente assorta nel guardare, si, perché non la sto guardando solo con i miei occhi, ma la guardo anche con la mia mente, anzi, soprattutto con lei. Persa in quel candido colore, nulla da decifrare, nulla da decodificare, non ne ho voglia, ora sono qui e non voglio perdermi lo spettacolo. Dormirò così questa notte, ti farò entrare qui dentro. Alzo a te il calice, grazie di esserti fatta vedere…

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5 Risposte to “E poi la luna”

  1. Andrea Says:

    Ciao passavo di qui
    Buona serata
    baci

  2. Numero3 Says:

    bellissimo questo inno alla Luna……
    ciao
    N3

  3. chelsea11 Says:

    ciao come stai????
    come va il progetto???
    ho dato il testo della canzone spagnola alla mamma così me la traduce poi ti faccio sapere
    buona serata

  4. Giulietta Says:

    🙂

  5. radiorigo Says:

    adoro giocare con le ombre che la luce crea nelle notti di luna piena. è un po’ pericoloso, ma facendo attenzione, mi divertivo a spegnere i fari della macchina mentre percorrevo strade di campagna per lasciare che solo l’astro d’argento illuminasse per qualche attimo il mio percorso. in assenza di inquinamenti cittadini adoro godere della luce particolare che la luna è in grado di generare.

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