Sfiorare un ricordo

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Tutto di corsa, l’orologio sempre sott’occhio perché ho paura di non riuscire a fare tutto ciò che c’è scritto sulla mia agenda nel giorno di oggi. Fatico non poco a trovare parcheggio, è sempre così Roma con la pioggia, bastano poche gocce per mandare in tilt la circolazione, ma non mi dispiace come paesaggio, mi piace guardare fuori dal finestrino quando il vetro è leggermente appannato e il tergicristalli spazza via l’acqua, ripulisce il vetro come potrebbe ripulire l’anima, una frazione di secondo e torna ad essere ricoperto di gocce. Mi sono svegliata abbastanza pensierosa questa mattina, ho diverse cose che mi girano per la testa in questi giorni e la pioggia che ora guardo scendere fuori forse mi aiuterà a ripulirli un po’ i miei pensieri. Un impegno dopo l’altro, non una pausa, non uno stacco, le ore che corrono via veloci e la mia trottola che continua a girare ad una velocità differente da quella della mia mente, stranamente rallentata questa mattina, ma non c’è un pulsante che io possa premere per cambiare la sua velocità, devo solo adeguarmi e aspettare che tornino ad essere sincronizzate. Mi ritrovo a camminare su un marciapiede semideserto, sono pochi quelli che affrontano una giornata di pioggia a piedi, ho trovato parcheggio abbastanza distante dal punto in cui devo arrivare, ma ho voglia di camminare, ho voglia di sentirmi addosso quelle gocce, di sentire il freddo sul mio viso e sulle mie mani, forse serviranno a destare una me ancora troppo sopita. Mi guardo intorno, con uno sguardo distratto che in realtà non rapisce nessuna immagine, con uno sguardo che non vuole appoggiarsi su nessun particolare che lo possa distrarre. Per chi mi vede da fuori sono solo una donna avvolta in se stessa che percorre la sua strada, ma non credo che nessuno mi noti questa mattina, quasi un’ombra invisibile, così mi sento. I passi si accumulano, le immagini no. Poi improvvisamente sento di aver registrato qualcosa, non solo più i miei passi, ma qualcosa che ho visto. Mi fermo senza quasi rendermene conto, ho visto qualcosa, si, ma cosa? Torno indietro perché ora ho in testa solo un’immagine  che però ancora non riesco a mettere a fuoco, bastano pochi metri e l’effetto è di quelli che ti tolgono il fiato, come quando esci da un tunnel buio e la luce del sole ti acceca, all’inizio non vedi nulla, non riesci a distinguere i contorni, poi basta qualche attimo e tutto torna chiaro, perfettamente a contrasto, come il migliore degli scatti fotografici. Mi blocco proprio nel mezzo di un ponte, quello dell’Isola Tiberina, ferma con le mani sul marmo bianco della balaustra, lo accarezzo come se stessi accarezzando le mie stesse emozioni, un fiume che scorre sotto di me e dentro di me, ricordi improvvisi e vividi come non mai, un episodio al quale non ripensavo più da tempo, ora è lì davanti a me, lo rivivo come se stesse accadendo in questo preciso istante. La mia mano sul marmo, è freddo, lo era di meno in quel giorno di Giugno, una notte che a breve avrebbe ceduto il suo posto ad un nuovo giorno, una me un po’ diversa da quella attuale, un vestito rosso leggero, amo i colori e volevo fartelo vedere, lo avevo scelto con cura dopo mille prove. Scarpe bianche con un tacco che per tutta la serata ha cercato di evitare lo spazio fra un sampietrino e l’altro e che mi donava un’andatura quasi buffa. Sorridevo, l’ho fatto per tutta la serata, era così naturale essere lì, ti guardavo con uno sguardo che tu non sei stato in grado di interpretare subito, lo sapevo che ti stavi sforzando di capire cosa mi passasse per la testa, ma è un mio difetto, nascondo molto bene ma se mi scopro poi mi puoi guardare dentro in tutti i miei angoli. Ci siamo fermati proprio qui, nel punto in cui mi trovo ora, quella luce nei tuoi occhi, così viva che mi faceva sentire un brivido che partiva dalla base della nuca giù lungo tutta la schiena, un brivido che ancora riesco a percepire. Un bacio, esattamene lì, appoggiata su questo marmo che ora accarezzo, sento ancora la sensazione sulle labbra, tu che sfiori il mio vestito e io che non mi rendevo conto di ciò che stava accadendo, l’inizio di un incantesimo. Una goccia mi arriva dritta in un occhio, quasi mi risveglia, Venerdì 27 Gennaio 2006, sento di nuovo tutto, i rumori del traffico, i clacson che suonano e il mio respiro che riprende dopo qualche minuto di apnea in un ricordo. Mi giro e ricomincio a camminare, passi che si accumulano, ma una sola immagine nella testa.

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10 Risposte to “Sfiorare un ricordo”

  1. Riccardo Says:

    Bel post!
    Anche te come me provi piacere (almeno credo) nello scrivere!
    Anche te inoltre sei di Roma(io provincia) e anche te ti sei resa conta che 2 gocce d’acqua mandano in tilt una città che per molte cose è rimasta la tempo degli antichi romani….Che però avevano le bighe e non milioni di automobili!Ciao e continua così!

  2. mikayla Says:

    a volte i ricordi ti sconvolgono le giornate…ma poi come è finita con tua amica? c’è x il w-e?

  3. blue.milk Says:

    Eheehe, avevo dimenticato di aggiornare la sua risposta!! C’è, ma con il suo ragazzo che a quanto pare non concepisce l’idea che lei esca da sola dal Venerdì alla Domenica… Facciamo finta che fa lo stesso, le voglio bene, tanto, quando avrò voglia di farmi due chiacchiere in santa pace con lei lo farò dal Lunedì al Giovedi…

  4. chelsea11 Says:

    in fondo è l’immagine più bella che ti possa rimanere…buon weekend

  5. simona Says:

    Ciao Ciccia! Come va??? Spero ke questa malinconia ti sia passata. Cmq scrivi benissimo, davvero, mi sembra di leggere un libro. Si vede che scrivi cose ke ti emozionano e non le stronzate come faccio io (vebè non sempre…). Sisisi oggi Roma era proprio triste e proprio incasinata.
    Ci si deve vedere assolutam. La sett. prox. ti va???? Sarà proprio buffo!!!

  6. blue.milk Says:

    Vada per la prossima settimana!! Poi ci mettiamo d’accordo sul giorno! Speriamo domattina ci sia il sole, sia qui che a Napoli visto che sei tornata in patria per il week-end! Grassie per i complimenti Simo…

  7. Numero3 Says:

    i ricordi quando arrivano….ti sorprendono all’improvviso……E ti fanno rivere tutto quello che hai provato in quel momento.
    Certe volte è una cosa bella, altre volte forse ti lascia l’amaro in bocca
    N3

  8. radiorigo Says:

    sei adorabile.

  9. sarah Says:

    vero i ricordi sconvolgono
    a volte poi è difficile tornare alla realtà

  10. wyllyam Says:

    l’ ho letto… è lo stesso ponte su cui ascoltavo il sax con la biondina…

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