Una sequenza di istanti

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E lei che credeva che l’esistenza non fosse una sequenza di istanti. No, lei credeva che l’esistenza fosse un tutt’uno, qualcosa che non avesse punti di distacco, punti che potesse gestire e muovere a suo piacimento. Come quando compri qualche oggetto e ti rendi conto che non è esattamente quello di cui avevi bisogno: se fosse leggermente differente qui, se fosse di quest’altro colore, se fosse….. Se fosse come lo avresti voluto allora ti avrebbe soddisfatto in pieno, ma il design industriale tiene conto delle esigenze della massa, non ci sarà mai nessun agente di mercato che chiederà solo il tuo specifico parere e ne terrà conto per modificare la produzione di un oggetto. Così lei paragonava l’esistenza a uno di questi marchingegni che si possono comprare nei negozi, dimenticando che nelle piccole botteghe di un tempo non funzionava in questo modo, nessuna catena di montaggio, nessun progetto che non potesse essere modificato, l’artigiano era lì, pronto a soddisfare le tue esigenze, potevi decidere il colore, la forma e soprattutto lo scopo. Ma lei è nata in un’epoca diversa, l’epoca in cui ci confezionano le esistenze e ce le consegnano, senza troppe variabili, la sua simile a quella di molti altri.

Fredda sera di metà Gennaio, strana sera per assistere ad un concerto per lei che è abituata a non porsi il problema di dove mettere il suo piumino quando inizierà a sbracciarsi per diventare una fusione con le emozioni che quella musica le trasmetterà. E’ abituata ad andarci d’estate ai concerti, quando una canottierina ed un leggero paio di jeans sono tutto quello di cui ha bisogno insieme alla sua voglia di entrare nelle suggestioni. Un Palalottomatica gremito, tante esistenze pronte a fondersi insieme alla voce e alla musica che presto inizierà a distribuire i suoi incanti. Non ci vuole molto per rendersi conto che l’acustica non è il massimo, difetti di una struttura dalle architetture studiate per lo sport e non per accogliere onde sonore che si rinfrangono in modo da non lasciare spesso capire le parole. Ma fra tutte alcune le arrivano come una luce accecante che ti coglie all’improvviso dopo un lungo silenzio degli occhi chiusi, una frase che non fa parte di una canzone, una frase inserita fra le note, scandita dalla calda voce di un famoso doppiatore “Ogni singolo istante vale un’intera esistenza”, diceva più o meno così. Tutto si è fermato intorno a lei, continuava a sentirle quelle parole, dentro, un urlo forte l’ha pervasa tutta. “Ogni singolo istante…” e mentre quelle parole continuavano a strepitare dentro di lei ha capito che nessun designer aveva creato l’insieme della sua esistenza e che gli istanti ne sono la dimostrazione, viverli uno dopo l’altro fa fallire qualsiasi industria e le loro studiatissime strategie di marketing. E’ tornata a casa con questa consapevolezza, ci metterà un po’ ad assimilare tutte le sfumature che si porta dietro questo concetto, ma lei è così, irragionevolmente pensante, in fondo in una sola serata era riuscita a scardinare uno dei suoi punti fermi.

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5 Risposte to “Una sequenza di istanti”

  1. Rob Says:

    a prima visto sto post merita! ma domani ti commento meglio, devo rileggerlo attentamente… stacco
    ciao

  2. Rob Says:

    sono anch’io a Roma, per caso era il concerto dei Negramaro? mmmm nn credo… che concerto era?

  3. blue.milk Says:

    Era esattamente il concerto dei Negramaro,la canzone era “Ogni mio istante” durante la quale in un momento di sola musica è stata diffusa quella frase. Peccato che si sentisse così male, forse anche un pò colpa dei tecnici del suono e di un impianto non al massimo, sarebbe stato un concerto che meritava, li avevo già visti quest’estate dal vivo ed era un’altra cosa. Comunque sempre emozioni sono, adoro la musica live e per fortuna a Roma se ne riesce ad ascoltare di bella!! D’altronde ROMA è ROMA, eheheehh!!! (un pò di sano campanilismo che non fa mai male… soprattutto in una giornata uggiosa come oggi!)

  4. Rob Says:

    ma hai visto che giornata è uscita oggi? Cmq, ROMA è ROMA e te lo dice un non romano! I Negramaro non mi piacciono molto… ma la musica dal vivo è merita sempre!
    Sei tra i miei prefeiti!
    R

  5. blue.milk Says:

    Stamattina sono inchiodata a casa a cercare di trovare idee per un progetto di restauro di una chiesa, peccato che loro stentino a farsi pescare dentro la mia testa… Fuori c’è un cielo che sembra modificato con Photoshop tanto è azzurro, mi piacerebbe stare all’aria aperta ora!! E per quanto riguarda la Musica (che non a caso scrivo con la maiuscola) tento di non perdere ogni singola nota appena se ne presenta l’occasione, fra un pò mi faranno socia onoraria del botteghino di Messaggerie musicali…

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