Ancora una volta

Ancora una volta. Ancora una volta ho sentito squillare il mio telefono e ho letto il suo nome sul display. Ancora una volta pensavo non l’avrebbe più fatto, alzare la cornetta e comporre il mio numero. Ci sono delle persone che proprio non riesci a comprendere, i loro gesti intendo, ti ci impegni, provi a guardarli da tutte le angolazioni possibili ma la conclusione è sempre la stessa: non li capisci. Ci ho messo un po’ a rispondere, ma alla fine l’ho fatto. Ho provato a chiedere spiegazioni, non ieri, ma in passato ci ho provato. Pensavo che se le angolazioni dalle quali guardavo io non bastavano magari il diretto interessato poteva aggiungerne qualche altra che mi avrebbe aiutato. Non è servito, nessuna spiegazione, ma solo altre domande per me. Domande alle quali per tanto tempo ho provato a cercare una risposta, poi ho capito che forse non c’era o forse che io non la potevo vedere. Ora ho imparato a non chiedere, strano da parte mia che vivo eternamente con dei punti di domanda che vagano liberi per la mia testa. Ho capito che se non ho l’ho compreso fino ad ora sarà difficile che riuscirò a capirlo in futuro. E’ rimasto solo un cordone ombelicale che nessuno ha il coraggio di recidere, credendo che il taglio possa far male. Ha del bizzarro come abbia imparato a convivere con questo cordone, ormai neanche mi da più fastidio, però immagino la soddisfazione di quando sarò io a prendere in mano quelle forbici e ad effettuare il taglio. Così, un istante prima c’era e un istante dopo neanche ricordi la sua presenza.

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4 Risposte to “Ancora una volta”

  1. radiorigo Says:

    Sarebbe bello, davvero. Poter tagliare, dico, senza conseguenze. Purtroppo faccio parte di quelli che hanno tagliato e sono stati a loro volta tagliati e non ci ho mai capito un granchè, solo che come dice Newton ogni azione provoca una reazione, non sempre uguale e contraria, ma comunque una reazione. Boh…

  2. Numero3 Says:

    Si forse è difficile avere il coraggio di tagliare con tutto quello che ti può sembrare superfluo. Ma quando hai trovato il caraggio di farlo, e nei sei consapevole, secondo me stai da Dio

  3. mikayla Says:

    è come se il tuo post lo avessi scritto io(ma tu meglio xò!)…come ti capisco…il non capire nonostante gli sforzi,la paura di tagliare il cordone e la speranza di essere la prima a tagliarlo…tieni botta ci saranno tempi migliori(o almeno lo spero anke x me!)!

  4. blue.milk Says:

    Le reazioni le conosco, i tagli in fondo sono delle ferite e come tali è invitabile che lasciano delle cicatrici, ma spesso ci si affeziona anche a loro, e non ti sembrano poi neanche così brutte con il passare del tempo.

    Con il caratterino che ho sono sicura di farcela a trovare il coraggio, ehehe!!

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