Abbraccio

Ci sono abbracci nei quali si sta bene in un modo difficile da spiegare a parole. Non senti addosso a te solo la forza di due braccia che ti stanno stringendo, senti molto altro. Senti quella protezione che non avresti mai il coraggio di reclamare, tu, persona forte che gridi di non averne bisogno, soffochi le tue grida cinta da quelle braccia. Senti che quella spalla sulla quale stai poggiando lievemente la tua testa è capace di isolarti dalle tue inquietudini, non le fa scomparire, ma te ne isola, fino a quando non muovi la testa. Senti che non c’è nessuna rigidità in quel gesto, ti sembra così naturale essere lì,  in quella linea sinuosa che assumono le braccia quando stringono un altro corpo. Non c’è nessuno spigolo, e sorridi, tu amante delle linee rette che inevitabilmente per cambiare direzione ne devono creare uno di spigolo. Ti ricordi di quando in una fredda Vienna di fine Febbraio di diversi anni fa hai visto quel quadro di Klimt dal quale non volevi staccare più i tuoi occhi, pensavi che solo la mano di un artista poteva creare quella dolcezza in un abbraccio, ed ora sai che non è vero, che se lui era riuscito a dipingerlo così è perché lo aveva visto, lo aveva vissuto un abbraccio simile, altrimenti non avrebbe rapito i tuoi occhi per tutto quel tempo. Ed ora che sei tu stessa a viverlo, riesci anche a chiuderli gli occhi, tanto sai che le linee continueranno a rimanere sinuose, non c’è bisogno di sorvegliarle con sguardo vigile. Non sei in tensione per la paura di sbagliare, non hai paura di essere guardata con aria critica, puoi stare lì, a occhi chiusi, ad assaporarne la fragranza perché credi che così potrai ricordarla più a lungo. Senti il calore che emana la sua pelle, come se stessi sdraiata al sole per la prima volta dopo un gelido inverno ti riscalda, più ti stringe e più ti riscalda. Senti che non vorresti essere in nessun altro posto se non lì, racchiusa da quell’abbraccio. Non scorrono i secondi, non scorrono i minuti, perché quello non è un tempo che si misura con un orologio. Quello è un tempo che non ha necessità di essere misurato, non ne hai bisogno. Ci sono abbracci come questo, ci sono. Ti ci trovi dentro e non te li dimentichi più.

    

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3 Risposte to “Abbraccio”

  1. radiorigo Says:

    sono convinto che ci siano abbracci, come momenti, come a volte giorni interi che non è possibile dimenticare, che valgono assolutamente il prezzo del biglietto. diciamo che a ricordarli sono capaci tutti, descriverli così invece è una cosa per pochi.

  2. simona Says:

    Ke carina questa cosa che hai scritto!!! Prima mi è venuto in mente l’abbraccio del mio ragazzo (e adesso me ne è venuta anke voglia ma sono in ufficio!!!) e poi subito dopo, l’abbraccio della mia mammina che mi manca tantissimo!!!!!!
    Aiuto sto per mettermi a piangere……..
    :((

  3. Arianna Says:

    potrei averlo scritto io, anche io sono rimasta incantata davanti al quadro di Klimt!hai descritto l’abbraccio nello stesso identico modo in cui lo vedo/vivo io, purtroppo dovrei dire lo sogno….è tanto tempo che provo un abbraccio che… scalda e faccia, per un momento interminabile, dimenticare il resto del mondo

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