Ore libere

Oggi pomeriggio dopo un tempo veramente difficile da calcolare ho avuto delle ore per me. Un intero pomeriggio infrasettimanale libero, causa una serie di coincidenze fortunose che mi hanno svincolata da tutti gli impegni. Ho pranzato pregustando già l’agio che mi sarei goduta, ho pranzato non avendo nella testa nessun tipo di pianificazione per le ore che sarebbero venute, senza fretta, gustando i cibi. E’ come se i sapori cambiassero quando hai il tempo di poterli assimilare, e oggi in effetti un po’ sono cambiati. Un buon caffè e poi eccomi immersa nel “mio”, a tutti gli effetti, tempo. Avevo delle cose arretrate da fare ma mi sono imposta di dedicare loro una piccola porzione delle preziose ore, non volevo sprecarle così.  Qualche telefonata a voci amiche che mi sento di trascurare un po’ troppo, sorriso dentro ogni volta che mettevo giù la cornetta, mi piace parlare con loro, con i miei amici, mi perdo nei miei  racconti e amo perdermi nei loro. C’è chi mi ha raccontato che si è licenziato dal lavoro e che ora ha veramente preso in mano la sua vita, era tempo che cercava il coraggio di farlo ed ora finalmente c’è riuscito, perché non era quello che voleva ciò che stava facendo, perché la mattina quando si alzava e si preparava davanti allo specchio avrebbe voluto non doverlo fare. Ho un amico in più disoccupato, ma ho anche un amico in più che stimo per quello che ha fatto. Mi ha dato modo di pensare, mi ha fatto promettere che se mai dovessi trovarmi nella sua stessa situazione farò come lui, perché conosco la sensazione del sentirsi gratificata per quello che stai facendo, ti riempie così tanto dentro che lo spazio che prima era occupato de cose grigie, che non ti piacevano, inevitabilmente deve essere liberato, tutte e due non ci stanno dentro, le cose gratificanti e quelle grigie. Conosco anche la sensazione che lui mi ha descritto, quella che ti causa invece vuoto dentro, che vorresti in qualche modo colmare, ma sembra che tutto ciò che lo possa fare sia distante da te, anche allungando le braccia più che puoi non riesci a raggiungerlo, così, ti ritrovi stanco e più vuoto di prima. Istintivamente, dopo aver parlato con lui ho ripreso in mano delle foto, foto di vacanze, anche di qualche anno fa. Non ho capito subito la connessione fra i due eventi ma ora mi è chiara, volevo vedere la mia faccia serena, sorridente, così come solo in vacanza riesce ad essere, volevo vederla per confrontarla con quella di adesso. Mi aspettavo un bilancio peggiore, a parte il colore della pelle più pallido, non sono la maschera della me stessa estiva, ne sono solo una copia leggermente sbiadita. Sarò stata quasi un’ora a guardare quelle foto e ho riflettuto sul fatto che le mie foto sono quasi esclusivamente estive, tranne per rare occasioni. Ce ne sono alcune di quest’anno che vorrei ingrandire e appendere alle pareti della mia stanza, così, al posto di un qualsiasi quadro, perché mi ricordano la leggerezza e la bellezza di quei momenti, credo che lo farò. Volevo anche mettermi a disegnare un po’ ma alla fine, dopo pochi tratti sul foglio ho desistito, li riprenderò di sera quei tratti, alla luce di una lampada, con la tapparella alzata e il buio che entra dentro, è così che sono abituata a disegnare, è così che mi rilassa. Scorrono veloci le ore, il pomeriggio è quasi finito e già i pensieri corrono a domani, agli impegni che di nuovo si impadroniranno di me. Ma sono ancora libera per ora, e me lo voglio vivere fino all’ultimo alito questo mio tempo…

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4 Risposte to “Ore libere”

  1. Samira Says:

    La mia giornata lavorativa sta finendo e mi sono “persa nel tuo racconto”… mi sento fortunata il mio lavoro mi piace da morire… ma sono rimasta con una curiosità, la “posti” una foto del disegno che farai?
    Samira

  2. simona Says:

    Se guardo le foto di quest’estate giuro che mi metto a piangere. Come al solito d’estate divento scurissima e d’inverno verde. D’estate sono 10 chili in meno, d’inverno 10 chili in più. D’estate sono libera e serena, d’inverno occupata ed infelice. D’estate sono coperta di pochi cm di cotone, d’inverno sono imbaccuccata di sciarpe, cappelli, ecc.ecc. Forse è per questo che anche io ho foto che mi ritraggono solo in quel periodo. Eppure lo sai che c’è gente che preferisce l’inverno? Mah…con tutta la buona volontà, pensando al natale, alla neve, al tepore della casa, al cioccolato caldo beh…non ci riesco proprio! Per me l’estate è una rinascita interiore ed esteriore.
    Dovrebbe durare tutto l’anno!!!!!!!
    kiz

  3. radiorigo Says:

    mi piace il tuo modo di scrivere. una domanda, ma l’occhio fotografato ne blog è tuo? buon fine settimana.

  4. blue.milk Says:

    Eh si Samira, fortunatissima ad amare il tuo lavoro, non sempre accade… Il disegno è solo uno degli innumerevoli, diciamo che è un pò il mio modo di buttare su carta i miei pensieri. Postarlo? In effetti, una volta finito, lo potrei fare!

    Simooooooooo….. A parte il “d’estate divento scurissima” (sponsor della mozzarella Pettinicchio d’inverno, d’estate al max posso assomigliare a una scamorza affumicata!!)ecco perchè anche io vivrei volentieri almeno una decina di mesi caldi all’anno!

    L’occhio che sembra allucinato è il mio… Giuro che di solito non ho quello sguardo da potenziale killer che attende di entrare in azione!!

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